Quando siamo venuti a conoscenza che uno dei nostri soci, il dr. Pietro G. Parisi ex dipendente dell’ENI, era l’autore di un libro su Enrico Mattei abbiamo pensato che si poteva cogliere l’occasione per presentare il libro e dibattere su un rilevante personaggio che nel secolo scorso ha contribuito in modo determinante alla ripresa economica del nostro Paese, attraverso una strategia finalizzata all’approvvigionamento energetico di cui l’Italia tanto aveva bisogno nel periodo postbellico.

L’evento è stato svolto a Roma presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare e si è concluso con una cena sociale presso i lovali dello stesso Circolo.

Di seguito alcune note per ricordare la figura di Enrico Mattei uno degli uomini più importanti dell’Italia del Novecento.

La vita di Enrico Mattei, dal fascismo alla Resistenza

Enrico Mattei nacque ad Acqualagna, nelle Marche, nel 1906. Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere, iniziò la carriera di dirigente d’azienda e di imprenditore nel settore delle vernici, ottenendo risultati apprezzabili. Nel 1922 si iscrisse al Partito nazionale fascista e negli anni seguenti coltivò buoni rapporti con le autorità del regime. Tuttavia, si rese conto della vera natura del fascismo e nel 1943 aderì alla Resistenza, divenendo il leader dei partigiani cattolici, vicini al partito della Democrazia cristiana. In questa veste, si rivelò un eccellente organizzatore e acquisì grande notorietà.

La politica italiana per il petrolio e l’Agip

Nel 1945 il governo nominò Mattei commissario dell’Agip e lo incaricò di curare la liquidazione dell’azienda. L’Agip era stata fondata durante il fascismo e la classe dirigente riteneva che fosse inutile, perché, in base alla legge, le risorse del sottosuolo italiano potevano essere dalle aziende private a condizioni di parità con le aziende pubbliche. L’Agip, pur potendo partecipare alle estrazioni, non godeva di alcun privilegio rispetto alle altre compagnie, tra le quali figuravano le grandi aziende statunitensi.

Mattei, però, era convinto che in Italia esistessero giacimenti di petrolio e gas naturale ancora da scoprire e che lo Stato italiano avesse il diritto di sfruttarli. Scontrandosi con una parte della classe politica e con le aziende straniere, il dirigente riuscì a salvare l’Agip e a condurre ricerche di nuovi giacimenti in Pianura Padana. Gli eventi sembrarono dargli ragione: nel 1946 l’azienda scoprì considerevoli riserve di metano a Caviaga (Cremona, oggi Lodi) e nel 1949 persino un giacimento di petrolio nel paese di Cortemaggiore (Piacenza). La riserva di petrolio, in realtà, era di piccole dimensioni, ma Mattei fu abile nell’utilizzarla sul piano propagandistico. L’Agip iniziò a produrre la benzina Supercortemaggiore, pubblicizzata con lo slogan “la potente benzina italiana” e con il logo del cane a sei zampe.

La nascita dell’Eni e la sfida alla “sette sorelle”

Dopo l’inizio delle estrazioni a Cortemaggiore, Mattei si mostrò sempre più intenzionato ad affrancare l’Italia dalla dipendenza dalle grandi compagnie petrolifere. Il mercato del petrolio era in una fase di forte espansione, dovuta all’aumento delle automobili in circolazione e ai cambiamenti della struttura economica. I Paesi produttori, inoltre, erano sempre più irritati dallo strapotere delle compagnie petrolifere e reclamavano introiti maggiori.

Mattei, consapevole dei cambiamenti in corso, nel 1953 fondò l’Ente italiano idrocarburi (Eni), un’azienda statale nella quale confluì l’Agip, e ottenne il monopolio delle ricerche nella Pianura Padana. L’Eni non trovò ì giacimenti degni di nota, ma si inserì con successo nel mercato internazionale.

Una delle prime mosse del nuovo ente fu la partecipazione allo sfruttamento dei giacimenti dell’Iran, che provocò un serio dissidio con le grandi compagnie petrolifere, chiamate da Mattei “le sette sorelle”: le cinque statunitensi Standard Oil of New Jersey (poi Exxon), Standard Oil of New York (poi Mobil), Standard Oil of California (poi Chevron), Texaco e Gulf Oil, l’inglese Anglo-Persian Oil Company (poi British Petroleum) e l’anglo-olandese Shell. Le sette sorelle avevano costituito un Consorzio per l’Iran e Mattei propose che entrasse a farne parte anche l’Eni, ottenendo però un rifiuto. Il dirigente, senza darsi per vinto, negoziò direttamente con lo Scià (il sovrano dell’Iran), riuscendo a ottenere una concessione che, pur essendo di entità limitata, ruppe il monopolio del Consorzio.

L’attivismo di Mattei, però, non piaceva a molti imprenditori ed esponenti della classe politica italiana, intimoriti dal potere che aveva acquisito.

L’incidente aereo e la “misteriosa” morte di Enrico Mattei

Mattei morì il 27 ottobre 1962 in un incidente aereo: mentre tornava da una missione di lavoro in Sicilia, l’aereo dell’Eni sul quale viaggiava precipitò nei pressi del paese di Bascapè (Pavia). L’incidente apparve subito sospetto, ma il processo, concluso nel 1966, terminò con il non luogo a procedere.

Dopo la morte di Mattei l’Eni non fu più in grado di sfidare il “cartello” che dominava il mercato petrolifero.