Nella prestigiosa e splendida Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede della Presidenza del Senato della Repubblica, l’Associazione OMNIA NOS, su iniziativa della Senatrice Lavinia MENNUNI, ha organizzato il Convegno “NASSIRIYA – L’impegno, il valore, il ricordo”, per onorare la memoria dei Caduti di Nassiriya durante l’operazione “Antica Babilonia” e di tutti i Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace. Moderatori del Convegno sono stati il Tenente Generale Arnaldo DELLA SALA, già Capo dell’Arma dei Trasporti e Materiali e che ha partecipato all’operazione in qualità di Comandante del reggimento Logistico, che ha avviato la discussione e i lavori.

Prima degli interventi dei conferenzieri, peraltro tutti presenti in Iraq in tempi e ruoli diversi durante quell’Operazione è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo dei Caduti.

Sono intervenuti al Convegno, nell’ordine, la Senatrice Lavinia MENNUNI, il Generale di Corpo d’Armata Antonio VITTIGLIO, già Comandante del 152° Reggimento della Brigata Sassari a Nassiriya, il Tenente Generale già Capo del Corpo Sanità Militare Mario Alberto GERMANI, all’epoca Medical Advisor del Contingente Italiano; il Generale di Corpo d’Armata Carmine  DE PASCALE, che ha vissuto l’esperienza in Iraq in due momenti e ruoli diversi, quale Capo Ufficio delle Operazioni presso il Comando Internazionale a guida statunitense a Baghdad e come Comandante del contingente Italiano che ha chiuso la missione per il nostro Paese, nonché attuale Presidente dell’Associazione OMNIA NOS. L’evento si è concluso con la relazione della Professoressa Maria Gabriella PASQUALINI presente a Nassiriya all’epoca dell’attentato e proprio per questo la sua è stata una testimonianza di valore che ha trasmesso in tutti i presenti vere e proprie emozioni profondamente coinvolgenti.

Al convegno erano presenti numerose Autorità Civili e Militari, tra cui il Generale di Corpo d’Armata Gaetano ZAUNER, Comandate delle Forze Operative Terrestri, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ed il Generale di Corpo d’Armata (ris) Massimiliano DEL CASALE, già Presidente del Centro Alti Studi della Difesa e attuale direttore del comitato scientifico di OMNIA NOS.

L’evento è stato organizzato a ridosso del 12 novembre, data in cui si celebra la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace e il 21° anniversario dell’attentato alla Base Maestrale a Nassiriya, dove persero la vita 28 persone, tra cui 19 italiani, 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili.

La Senatrice Lavinia MENNUNI, in apertura, ha ringraziato l’Associazione per aver voluto organizzare questo Convegno e ha dichiarato, tra l’altro: “Non possiamo e non vogliamo dimenticare chi, in nome dell’Italia, ha sacrificato la propria vita”.

Il primo relatore è stato il Generale Vittiglio il quale ha ricordato che “Antica Babilonia “è stata un’operazione di mantenimento della pace autorizzata dal Parlamento Italiano nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite, per contribuire alla rinascita dell’Iraq. La missione è iniziata nel luglio del 2003 ed è terminata nel dicembre del 2006. Il Contingente Italiano è stato schierato nella provincia di Dhi Qar, nella regione meridionale dell’Iraq ed ha visto l’avvicendarsi di 10 Comandi Brigata e più di 30.000 soldati. La presenza italiana era diretta a garantire la cornice di sicurezza essenziale per consentire l’arrivo degli aiuti e contribuire anche alla ricostruzione del Paese compreso il comparto di sicurezza e difesa iracheno. L’Operazione fu segnata da numerosi episodi ostili, alcuni purtroppo luttuosi, come quello del 12 novembre 2003. Il Generale Vittiglio ha continuato dicendo che “dall’esperienza quale Comandante del Reggimento di manovra su base 152° reggimento fanteria Sassari, rimane indelebile sicuramente l’immagine dei caduti. A questo doloroso ricordo si affianca quello degli sguardi riconoscenti dei bambini, dei ragazzi, delle madri, di tutta la popolazione irachena che abbiamo aiutato nel corso della nostra missione, in linea con il mandato ricevuto”.

Al termine di questo intervento, il Tenente Generale Della Sala ha introdotto la pagina della logistica, quella componente che opera in silenzio quotidianamente e che viene certamente alla luce quando non funziona e non è stato questo il caso di Antica Babilonia. Lo sforzo messo in campo dall’Italia anche in campo logistico è stato importante ed i risultati sono stati altrettanto importanti. “Da quella missione, vista la distanza dalla Madrepatria, viste le condizioni del paese in cui rifornirsi di risorse locali era molto difficile, viste le condizioni ambientali e climatiche, la logistica ha potuto trarre tanti ammaestramenti e le situazioni con cui ci siamo dovuti confrontare sono state veramente difficili, tra distribuzioni di viveri, acqua, carburante, attività di riparazione sui veicoli e i materiali, visite mediche effettuate, interventi sanitari, farmaci distribuiti, pazienti ricoverati, curati e dimessi, soprattutto a favore della popolazione civile irachena. Tutto questo reso possibile anche per le capacità del nostro personale e alla sicurezza di poter contare su un efficiente sistema sanitario”.  È intervenuto a questo punto il Tenente Generale del Corpo di Sanità Mario Alberto GERMANI che ha parlato dell’organizzazione sanitaria messa in atto per l’Operazione. “Durante Antica Babilonia il Contingente italiano si è trovato ad affrontare situazioni molto difficili, quali l’attentato a Base Maestrale, lea battaglia dei ponti, la difesa della CPA (sede dell’inviata dell’ONU per il governo della provincia) e di Base Libeccio. In questi eventi è stato messo alla prova il dispositivo sanitario di primo soccorso dei feriti, raccolta e sgombero dalla linea, il primo trattamento nell’ospedale da campo e il successivo complesso sgombero al Policlinico Militare Celio di Roma. L’esperienza professionale vissuta è servita per valorizzare l’importanza della Golden Hour intesa come tempo indispensabile per salvare i feriti. Il Personale della Sanità Militare delle quattro Forze Armate ed ella C.R.I., ha assolto al compito affidatogli con professionalità determinazione ed altruismo, dando prova di grande capacità di adattamento., frutto delle esperienze maturate nel corso degli anni nei Teatri Operativi per la pace in Medio Oriente, in Africa, nei Balcani, solo per citarne alcuni. Tra l’altro, tante attività, soprattutto in una certa fase della missione, venivano svolte anche a favore della popolazione civile, che man mano che imparava a conoscere il nostro personale e le nostre capacità si rivolgeva sempre con fiducia maggiore per cercare la cura ai propri malanni. Dal punto di vista delle attrezzature è stato importante poter contare sui migliori apparati ed in più si è sperimentata con ottimi risultati la “telemedicina”, cioè il collegamento video in tempo reale con la madrepatria anche per gli interventi più delicati”.

La parola è poi passata al Gen. di Corpo d’Armata Carmine De Pascale, impiegato in Iraq, tra Baghdad e Nassiriya, per oltre un anno

Si trattava di trasferire in Italia circa 3000 militari, sistemi d’arma più o meno complessi, velivoli ad ala rotante e predator, mezzi e materiali. In fase di pianificazione abbiamo assegnato (proposto e approvato dal COI) la denominazione di Operazione Itaca alla fase finale della missione Antica Babilonia, svoltasi in Iraq dal 2003 al 2006, che ha visto impegnato un contingente formato da EsercitoMarinaCarabinieri Aeronautica Militare.

L’operazione prevedeva il rientro in Italia di oltre 11.000 tonnellate di materiale bellico composto da autocarri medi e pesanti, alcune blindo CentauroIveco VM 90, elicotteri pesanti CH-47, elicotteri d’attacco MangustaAB412 e AB212 e HH3F dell’ AM, inclusi i drones Predator. Sono serviti oltre 330 voli.

Per trasportare gli equipaggiamenti più delicati sono stati utilizzati quadrimotori C-130 e bimotori C-27J dell’Aeronautica. Per i carichi più pesanti, invece, sono stati utilizzati quadrireattori ucraini Antonov Ilyushin noleggiati da privati.

Il tutto doveva essere trasportato via terra lungo la Main Supply Route Tampa (Baghdad-Nassiriya-Bassora-Kuwait), chiamata anche “strada della morte” che era l’asse stradale utilizzato da migliaia di convogli militari e civili, sia per motivi di carattere logistico che per operazioni militari, anche perché non vi erano alternative agli spostamenti. Era proprio su tale asse stradale dove le truppe della coalizione venivano quotidianamente attaccate e subivano perdite a causa degli ordigni esplosivi.

Questo era lo scenario che si presentava alla nostra pianificazione dei movimenti verso i punti di imbarco navale e aerei dislocati in Kuwait, 310 km rischiosi in tutto il loro sviluppo. ogni autocolonna (soprattutto quelle con carichi sensibili) era preceduta da un drone Predator che controllava dall’alto, segnalando oggetti o movimenti sospetti lungo l’itinerario.  Ogni cosa o azione sospetta era motivo per l’intervento di due elicotteri con una squadra a bordo che aveva il compito di “bonificare” il percorso. Successivamente, l’autocolonna transitava con la relativa sicurezza del caso e i primi mezzi erano dotati di JAMMER per neutralizzare eventuali dispositivi radiocomandati utilizzati per attivare le esplosioni degli ordigni.

Ci sono stati eventi in cui sono stati trovati ordigni improvvisati dentro un pneumatico abbandonato, una carcassa di un animale o in un’autovettura lasciata ai bordi della strada. Poteva succedere di tutto!

La principale preoccupazione era la sicurezza dei miei uomini, volevo portare tutti a casa, sani e salvi!”. L’impegno di tutti i militari del contingente ed il sostegno dei comandi superiori hanno determinato il successo dell’operazione di ripiegamento “Itaca”, una missione nell’Operazione.

Le relazioni dei conferenzieri si sono chiuse con la Professoressa Maria Gabriella Pasqualini, esperta di problematiche del Medio e Vicino Oriente ed esperta di storia istituzionale dei servizi di Informazione che, a fianco delle Forze armate, ha svolto due missioni conoscitive in Iraq appunto nel novembre del 2003 ed in Afghanistan nell’ottobre del 2006. “Analizzando quel che è accaduto con l’attentato, occorre ricordare che il territorio assegnato agli italiani, nella provincia di Dhi Qar, era uno dei più difficili, se non il più complesso da trattare per ristabilire un minimo di sicurezza e avviare una ricostruzione, anche umana. La cittadina, come la provincia, interamente musulmana sciita, distante solo 50 km da un Iran khomeinista, desideroso già di espandersi nel territorio iracheno, era in realtà molto ostile alle divise italiane, che si erano succedute a quelle americane, ancora meno amate. Il mio ricordo personale – vivevo nella Base Comando MSU – è vivissimo, soprattutto per alcun idi quegli uomini morti, con i quali avevo parlato poco prima. Non posso dimenticare”. 

Il Convegno che si è concluso con un “question time” molto proficuo ed interessante, è stato molto apprezzato dal numeroso pubblico presente, verso il quale siamo riusciti a trasferire quelle stesse emozioni provate da tutti noi durante la permanenza in Iraq. Nel salutare e ringraziare tutti gli intervenuti, il presidente di OMNIA NOS, il Generale Carmine De Pascale ha assicurato che l’Associazione onorerà anche nei prossimi anni la memoria dei nostri Caduti a ricordo di quanti hanno dato la loro vita per il bene più alto dell’Italia.

Arnaldo Della Sala